Quando ho capito che la danza egiziana non è una sola cosa
La prima volta che ho messo piede al Cairo, credevo di sapere già molto sulla danza orientale. Avevo anni di studio alle spalle, sentivo il ritmo nel corpo, conoscevo le figure tecniche. Eppure, bastarono pochi giorni per rendermi conto di una cosa: quello che avevo imparato in Italia era solo una piccola finestra su un universo molto più vasto e sfumato.
Al Cairo ho visto danzare nelle sale da tè, nei matrimoni di quartiere, negli hotel di lusso e nelle barche sul Nilo.
Ho sentito musiche che non avevo mai ascoltato. Ho incontrato stili che nessun manuale europeo mi aveva mai descritto con quella profondità.
Ho capito che la danza orientale egiziana non è una sola cosa — è un mosaico di tradizioni, contesti, linguaggi del corpo che convivono in un paese ricchissimo di storia.
Da quel viaggio è cambiato il mio modo di insegnare. E oggi voglio portare quella stessa consapevolezza a te.


Le radici: da dove viene la danza egiziana
La danza in Egitto ha radici antichissime. Già nelle rappresentazioni pittoriche dell'antico Egitto compaiono figure femminili in movimento, con posture che ricordano le ondulazioni tipiche della danza orientale. I geroglifici e i bassorilievi dei templi mostrano danzatrici nei contesti rituali e festivi, segno che il corpo in movimento aveva un significato profondo nella cultura egizia, non solo estetico ma spirituale e sociale.
Con l'arrivo dell'Islam, il rapporto pubblico con la danza si trasformò. Eppure la tradizione non si spense: continuò a vivere nei contesti privati, nelle celebrazioni familiari, nei matrimoni, nelle feste popolari. Le ghawazee — danzatrici nomadi di origine rom — furono per secoli le custodi di questo sapere corporeo, esibendosi nelle piazze e nelle case in tutta la regione del Nilo.
Nel XIX secolo, con l'apertura dell'Egitto verso l'Europa e il crescente interesse degli occidentali per l'Oriente, la danza egiziana iniziò a essere "vista" anche da occhi stranieri. Fu in quel periodo che nacque la rappresentazione esotica e spesso distorta che ancora oggi fa danni — quella del ventre che seduce, dello sguardo misterioso, del corpo oggetto. Una lettura che non appartiene alla cultura originale e che certamente non rappresenta tutta la danza e che io, nel mio lavoro, sento l'urgenza di smontare ogni volta.
Il vero punto di svolta arrivò nel Novecento, con l'industria cinematografica egiziana. Il cinema del Cairo — uno dei più prolifici del mondo arabo — diede visibilità a grandi danzatrici che divennero autentiche star: Tahia Carioca, Samia Gamal, Naima Akef insieme a tante altre . Fu in quel contesto che il raqs sharqi — la danza orientale "da palcoscenico" — prese la forma che conosciamo oggi.


I grandi stili della danza egiziana
Quando si parla di danza orientale egiziana, si tende a usare un'unica etichetta per qualcosa che in realtà comprende stili molto diversi tra loro, ciascuno con la propria musica, il proprio contesto, il proprio linguaggio.
Raqs sharqi — la danza orientale classica
Raqs sharqi significa letteralmente "danza d'oriente". È lo stile più conosciuto a livello internazionale, quello che molte persone immaginano quando pensano alla danza del ventre: costumi sfavillanti, movimenti morbidi e precisi, grande uso dell'isolamento del bacino e del torso, espressività del viso e delle braccia.
Nacque nei teatri e nei cinema egiziani del Novecento, mescolando la tradizione popolare con influenze occidentali — il balletto, la danza moderna, l'estetica scenica europea. Il risultato è uno stile sofisticato, tecnico, pensato per il palcoscenico e per la comunicazione con il pubblico.
Il raqs sharqi richiede anni di studio. Non è solo muovere il bacino: è costruire un dialogo con la musica, sviluppare un'intelligenza ritmica, abitare lo spazio con intenzione. È lo stile su cui si basano molti dei miei percorsi avanzati, e che continuo a studiare e ad amare profondamente.
Baladi — l'anima del quartiere
Baladi vuol dire "del mio paese", "della mia gente", "della mia terra". È lo stile più radicato nella vita quotidiana egiziana, quello che nasce nelle case, nei vicoli, nelle cucine dei quartieri popolari del Cairo come Imbaba o Shubra.
La danza baladi non è pensata per il palcoscenico. È intima, spontanea, terrena. Il peso del corpo è diverso — più basso, più solido — e i movimenti hanno una qualità diversa rispetto al raqs sharqi: meno ricercata nell'estetica, più diretta nell'espressione. La musica baladi ha un carattere particolare, con il mizmar (strumento a fiato popolare) o il nai e la tabla che guidano il ritmo.
Chi conosce solo il raqs sharqi da palcoscenico fa fatica, all'inizio, a capire il baladi. Eppure, quando lo si incontra davvero — non in un video patinato, ma in un matrimonio di quartiere al Cairo, con le donne che si alzano una a una e danzano insieme — si capisce che è lì, in quello stile apparentemente semplice, che batte il cuore della tradizione.
Shaabi — la musica del popolo
Shaabi significa "popolare", e descrive sia uno stile musicale che un modo di danzare emerso nelle periferie del Cairo a partire dagli anni Ottanta. È la colonna sonora dei quartieri operai, delle feste di strada, dei matrimoni rumorosi che durano tutta la notte.
La musica shaabi è elettrica, ripetitiva, con testi spesso irriverenti o umoristici. La danza che la accompagna è energica, ironica, totalmente diversa dall'eleganza del raqs sharqi. I movimenti sono più frammentati, con colpi secchi di bacino e spalle, espressioni facciali cariche di personalità.
Per capire lo shaabi però bisogna conoscere le sue radici, che affondano nel folk tradizionale egiziano — un insieme di stili regionali legati alle diverse aree geografiche del paese.
C'è il folk dell'Alto Egitto, con il caratteristico bastone (tahtib) e ritmi solenni e percussivi. C'è la tradizione del Delta del Nilo, con il zar — rituale di guarigione attraverso la musica e il movimento — e le danze dei gruppi etnici e tribali del Sinai e del deserto occidentale.
Se sei interessata allo stile folk saiidi puoi dare un'occhiata al mio corso qui.
Ogni regione ha il suo suono, i suoi costumi, la sua gestualità. Lo shaabi urbano è in parte figlio di questa ricchezza: quando le popolazioni rurali si sono spostate verso il Cairo nel corso del Novecento, hanno portato con sé frammenti di queste tradizioni, che si sono mescolate con il tessuto sonoro della città.
Ho dedicato un intero corso allo shaabi — Shaabi Ala Tuul — proprio perché è lo stile che sento più incompreso e più affascinante. Non è "ballo di serie B". È una forma d'arte con un codice preciso, che richiede ascolto, senso del ritmo e una buona dose di coraggio espressivo.
Mahraganat — il suono della nuova generazione
Il mahraganat (letteralmente "festival") è lo stile più recente, nato nei primi anni Duemila nelle periferie del Cairo. Mescolanza di elettronica, shaabi, hip hop e musica da strada, il mahraganat è la risposta della nuova generazione egiziana alla realtà urbana contemporanea.
La danza che lo accompagna è scattante, frammentata, con un'energia quasi percussiva. Non è ancora pienamente inserita nei circuiti tradizionali dell'insegnamento della danza orientale, ma è impossibile ignorarla se si vuole capire cosa succede oggi in Egitto, nei quartieri, nelle piazze, nei telefoni dei giovani cairoti.
Anche il mahraganat fa parte del mio repertorio didattico, perché credo che una vera formazione non possa prescindere dalla realtà viva e contemporanea della cultura che si studia.
Glossario: i termini arabi che devi conoscere
Se stai avvicinandoti alla danza orientale egiziana, ti capiterà spesso di sentire parole arabe che non trovi facilmente spiegate in italiano. Eccone alcune fondamentali:
Raqs sharqi — danza d'oriente; la danza egiziana da palcoscenico nella sua forma classica.
Baladi — "del mio paese"; stile popolare, terreno, legato alla vita quotidiana.
Shaabi — "popolare"; stile musicale e danzante delle classi lavoratrici del Cairo, nato negli anni Ottanta. Ma puoi includere anche le danze folk regionali.
Mahraganat — "festival"; elettropop egiziano contemporaneo con radici nello shaabi.
Tabla — tamburo a calice, lo strumento percussivo più presente nella musica orientale egiziana.
Duff — tamburo a cornice, simile al riq ma senza sonagli, usato in contesti folkloristici.
Mizmar — strumento a fiato popolare, simile all'oboe; suono tipico del baladi e del folklore egiziano.
Ghawazee — danzatrici nomadi di tradizione gipsy, storicamente custodi della danza popolare in Egitto.
Fallahi — "contadino/della campagna"; aggettivo usato per indicare stili o musiche legate alla tradizione rurale dell'Alto Egitto.

Perché conoscere la storia ti cambia come danzatrice
Potresti chiederti: ma a me serve davvero sapere tutto questo? Voglio solo imparare a danzare.
La risposta onesta è: dipende che tipo di danzatrice vuoi diventare.
Se vuoi imparare dei passi e riprodurli, puoi farlo anche senza questo bagaglio. Ma se vuoi capire perché muovi il corpo in un certo modo, se vuoi sentirti davvero dentro la musica, se vuoi che la tua danza abbia un'anima — allora la storia, gli stili, il contesto culturale non sono un optional. Sono il fondamento.
Io al Cairo non ho imparato solo nuove coreografie. Ho imparato ad ascoltare diversamente. Ho imparato che ogni stile è una risposta a un contesto: sociale, geografico, generazionale. Ho imparato che il corpo di una danzatrice egiziana porta con sé secoli di memoria. E che quando danziamo, anche noi partecipiamo a quella memoria.
Questa consapevolezza è quello che cerco di trasmettere in ogni corso che creo.
Il passo successivo
Se questo articolo ha acceso qualcosa in te — curiosità, voglia di andare più a fondo, desiderio di capire questa danza davvero — ci sono due cose che puoi fare subito.
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La danza orientale egiziana ha una profondità che non smette mai di sorprendere. E il bello è che chiunque può cominciare a esplorarla — a qualsiasi età, da qualsiasi punto di partenza.

Laura Cernigliaro è fondatrice di Danzaconlaura®, Accademia online di Danza Orientale. Ha oltre 30 anni di esperienza, ha formato più di 150 insegnanti e guidato oltre 2000 allieve. Ha studiato e vissuto al Cairo, dove ha approfondito la tradizione egiziana nella sua forma più autentica.

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Ciao e benvenuta 👋 Mi chiamo Laura Cernigliaro e ho trasformato la mia passione per la danza orientale e l'Egitto nel mio lavoro.

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